6. Partizionamento del disco

Tutto ciò premesso, possiamo passare dalla teoria alla pratica con il partizionamento del disco. Prima di tutto, è necessario creare un disco di avvio DOS (digitando format a: /s in un prompt di DOS o in DOS). Il disco dovrà contenere i seguenti tre file: fips.exe, restorrb.exe e errors.txt. In seguito, eseguire la deframmentazione del disco in modo da spostare tutti i dati all'inizio dell'unità liberando lo spazio necessario affinché Fips possa creare una nuova partizione. In Norton SpeedDisk dovrà essere selezionata l'opzione di ottimizzazione dello spazio libero. Norton in genere sposta i dati alla fine dell'unità e questo impedirebbe a Fips di creare la nuova partizione. Eseguire l'utilità Scandisk e riavviare il sistema con inserito il disco di avvio appena creato.

Digitando fips al prompt dei comandi, verrà lanciato Fips, che mostrerà la tabella delle partizioni accompagnata da un avvertimento sullo stato incoerente di quest'ultima. Se il disco ha una dimensione superiore a 1024 cilindri, si può tranquillamente ignorare quest'avvertimento. In seguito, Fips chiederà se si desidera proseguire (un programma molto preciso, non c'è che dire) e, dopo aver risposto affermativamente, si verrà invitati a salvare una copia di backup della propria tabella delle partizioni e del settore di boot. Rispondere affermativamente anche a questa domanda è di importanza fondamentale perché permette di riportare il disco rigido allo stato originale, cioè con una sola partizione, nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto. Tornerà utile anche qualora si volesse disinstallare Linux o ridimensionare la partizione riservata a Linux. Indipendentemente dall'uso fatto della nuova partizione nel frattempo, se si dispone della copia di backup è possibile riportare il disco rigido alla condizione antecedente al partizionamento. L'operazione di ripristino è sempre possibile, tranne che in un caso: se nel frattempo si formatta la partizione originale (Windows) che era stata precedentemente divisa per fare spazio a Linux, la FAT originale verrà sovrascritta da un'altra di dimensioni inferiori, rendendo impossibile l'operazione di ripristino.

Dopo aver salvato la copia di backup, apparirà una schermata con 3 numeri di cui il primo corrisponde alla partizione originale; si noti che occupa la dimensione più ridotta possibile: Fips assegna come scelta predefinita tutto lo spazio disponibile su disco alla nuova partizione. La seconda colonna mostra le informazioni relative al cilindro, che serviranno come riferimento per chi volesse usare Lilo. La terza corrisponde alla dimensione della nuova partizione che si sta per creare (ed è già al più alto valore consentito). È possibile ridimensionare la partizione con i tasti freccia quindi, nel nostro caso, sarà sufficiente ridurre le dimensioni della nuova partizione fino al valore desiderato (dato che quello mostrato inizialmente è il massimo consentito). Per gli utenti di Lilo, la nuova partizione dovrà essere al di sotto del limite dei 1024 cilindri: una buona scelta come punto d'inizio della nuova partizione è, ad esempio, 1000. Una volta raggiunta la dimensione desiderata per la nuova partizione, premere INVIO. Fips chiederà conferma e scriverà la nuova tabella delle partizioni.

Riavviare il sistema. È importante ricordarsi di modificare le impostazioni del BIOS in modo da non fare di nuovo il boot dal dischetto. Facendo doppio clic su Risorse del computer è possibile vedere il risultato del duro lavoro fatto sinora: sarà presente una nuova unità chiamata D accanto al disco C iniziale. Lasciando perdere per ora D, eseguire scandisk sulla partizione originale (C) e se va tutto bene non dovrebbero essere rilevati errori. È quindi possibile procedere all'installazione di Linux.

Alcune guide su Linux a questo punto consigliano, erroneamente, di eliminare la partizione appena creata con il programma Fdisk di Windows. Non si commetta questo madornale errore, perché in tal caso le partizioni Linux verrebbero visualizzate in Risorse del computer al riavvio successivo all'installazione di Linux e, poiché naturalmente Windows non è in grado di leggere né tali unità né il file system ext2, l'utilizzo di Esplora Risorse e l'accesso al disco rigido da Windows diventerebbero un'attività dispendiosa in termini di tempo e rischiosa per la stabilità del sistema. Pertanto, meglio evitare.